“La tragedia di Arsia fa parte della storia di queste terre e dell’Italia tutta”. Anche quest’anno il 28 febbraio 1940 è stato ricordato ad Albona con una cerimonia alla quale era presente anche il nostro Circolo, con il presidente Livio Dorigo e il consigliere Franco Crevatin. “Il lavoro che il Circolo Istria da anni porta avanti merita certamente un’attenzione particolare – dice il Presidente -. Vogliamo individuare un’area di Trieste dove commemorare i caduti di Arsia dopo la sala dell’Irci dedicata ad Arrigo Grassi che salvò al costo della propria vita tanti compagni della sua squadra di lavoro”. In quella tragedia persero la vita 185 minatori, per due terzi istriani e di altre regioni italiane.

“L’interesse pubblico nei confronti dell’anniversario rappresenta una svolta anche nell’attenzione che la società civile comincia a dare alla nostra storia. Dobbiamo fare in modo, quotidianamente, che il ricordo non si esaurisca in una giornata commemorativa o in un convegno. Il nostro prossimo obiettivo è quello di portare all’attenzione del Presidente della Repubblica Mattarella queste vicende, visto che negli ambienti governativi per anni è dilagato un pressapochismo alquanto preoccupante. Non soltanto: vogliamo dar vita ad un Comitato celebrativo con il Comune di Arsia e le rappresentanze sindacali d’Europa, partendo da Marcinelle per mantenere vivo l’impegno collettivo ed individuale affinchè la sicurezza sul lavoro non venga mai meno”.

Alla cerimonia di Albona, coordinata dalla presidente della CI “Giuseppina Martinuzzi”, Daniela Mohorović, sono stati ricordati i 185 minatori morti ad Arsia nella più grande tragedia nelle miniere d’Italia. La vicenda viene commemorata solo dal 2007 grazie all’impegno della CI di Albona e del Circolo di cultura istro-veneta “Istria” di Trieste, in collaborazione col Comune di Arsia. L’edizione 2018 avrebbe dovuto tenersi il 28 febbraio, ma a causa delle pessime condizioni del tempo, l’incontro era stato rimandato al 9 marzo. Presente alla cerimonia il console generale d’Italia a Fiume Paolo Palminteri che ha letto una lettera di Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’estero del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana. “A 78 anni di distanza, seppure le successive vicende di guerra e dell’Istria portarono quasi a diluire il ricordo della memoria collettiva, oggi questo ricordo – anche, e soprattutto, grazie a voi – è ancora tangibile”, si legge nella lettera di Vignali, secondo il quale, “assicurare a tutti i cittadini migliori opportunità di lavoro e garanzie di sicurezza” deve rimanere un obiettivo irrinunciabile per tutte le istituzioni competenti, comprese quelle dell’Ue.

Di sicurezza ha parlato anche Mario Caporale, presidente del Consolato regionale dei “Maestri del Lavoro” del Friuli Venezia Giulia, una delle promotrici del progetto “... per non dimenticare Marcinelle”, dedicato alla tragedia belga in cui perirono 262 minatori. Tanti altri interventi importanti a suggellare la tappa di un cammino da fare insieme coinvolgendo i soggetti interessati.